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La maggior parte delle decisioni possono essere significativamente migliorate attraverso la collaborazione. Questo concetto contribuisce di più al miglioramento di ogni processo personale di decisione. È anche il principio basilare che sta dietro il management partecipativo e alle procedure di problem solving messe in atto dai partecipanti durante i team building.

Quasi tutti i nostri training dall’infanzia in poi hanno rinforzato il pensiero individuale e la presa di decisioni autonoma, rendendo più difficile la possibilità di individuare un approccio collaborativo alla soluzione dei problemi.
Un altro tipo di condizionamento arriva dal nostro modello dei ruoli e dagli eroi, che cercano di essere dei decisori forti e indipendenti; queste immagini mentali vanno ad incidere sulla memoria e nei sistemi di pensiero. In campo lavorativo, vi è un sistema che ancora rinforza il pensiero individuale e la presa di decisioni autonoma. Le persone tendono ad essere promosse in posizioni più alte di gestione quando dimostrano l’abilità di sapere prendere decisioni difficili e unilaterali.
 
Anche il sistema di ricompensa formale scoraggia sia la collaborazione sia la possibilità di attuare processi di team building. Quando abbiamo mai visto in una revisione delle performance “la persona collabora bene nella presa di decisioni” o “la persona ha caratteristiche forti di team working”? I programmi di team building lavorano in maniera incisiva sulle dinamiche relative sia alla collaborazione tra le persone sia allo sviluppo delle capacità decisionali; la possibilità di mandare i manager una o due giornate in outdoor è di certo un potente strumento per raggiungere obiettivi di collaborazione efficaci in un tempo davvero ridotto, migliorando sia i processi decisionali sia quelli relativi al team building.