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Non è una novità che l’efficacia di qualche reparto dipenda in larga parte dalla qualità del suo programma di training. Sfortunatamente, pochi dipartimenti oggi possono permettersi il lusso di organizzare tutti i training di cui avrebbero bisogno per assicurare a tutti di padroneggiare le qualità necessarie per il proprio lavoro. Una via per superare questa scarsità di tempo è quella di migliorare la qualità del training e, un modo perché ciò sia raggiunto, è applicare i principi del formazione outdoor. Le formazione outdoor non è un concetto nuovo. Unisce diversi principi di apprendimento per adulti in un approccio comprensivo alla progettazione e distribuzione del training. Tre componenti fanno parte della formazione outdoor:
1)      Attività
2)      Diversità
3)      Partecipazione
 
L’attività consiste nell’impegnare le menti, di coloro che apprendono, dall’inizio alla fine. Per esempio, al posto di ascoltare una lettura riguardo alla strategia e tattica, i partecipanti sono inseriti in una discussione riguardo a come applicare delle strategie di fronte a diverse situazioni per poi applicarla effettivamente. Per diversità si intende l’utilizzo di diversi metodi di insegnamento durante lo svolgimento delle esercitazioni. Un principio di insegnamento chiave dice che persone diverse “processano” le informazioni in modo diverso. Coloro che imparano attraverso le immagini processano le informazioni innanzitutto attraverso quello che essi vedono. Coloro che imparano ascoltando processano le informazioni attraverso quello che sentono e leggono. I cinestetici processano le informazioni attraverso quello che sperimentano e provano. I trainer si sforzano di ottenere una certa diversità, utilizzano diversi stili di insegnamento, così che tutti coloro che apprendono possano processare le informazioni in modo più efficace.
 
Infine, partecipazione significa che coloro che devono imparare sono impegnati in un processo di apprendimento. In altre parole, non sono dei semplici casuali osservatori, sono partecipanti attivi della formazione outdoor. Invece di fare un meeting d’aula tutto il giorno, il trainer fa delle domande ai partecipanti. Chiede a turno “perché?” per creare/generare una discussione. In questo modo viene data  ai partecipanti un’opportunità, un input che li spinge a partecipare all’esperienza di apprendimento e, allo stesso tempo, il trainer può avere un feedback.