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Sarà per i tempi che corrono, sarà per la maturità raggiunta dal mercato italiano, dove domanda e offerta aumentano in modo vertiginoso di giorno in giorno, sarà per l’aggettivo, che per sua natura lascia una porta aperta alle più svariate interpretazioni, ma la formazione esperienziale sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno del mondo della formazione.
 
La crescente richiesta di formazione esperienziale da parte delle aziende dipende soprattutto dall’aumento di idee, format e metafore tarati e personalizzati sulla base di una specifica analisi dei bisogni delle aziende committenti e la verifica finale degli stessi. La formazione esperienziale si differenzia dalla tradizionale formazione d’aula proprio per un coinvolgimento attivo dei partecipanti ma anche per gli interventi di formatori e consulenti aziendali di professione che calano nel contesto organizzativo le loro pratiche, nella maggior parte dei casi di natura sportiva o artistica. Ciò costituisce un approccio innovativo, una alternativa alla più tradizionale formazione d’aula che aggira l’ostacolo del difficile apprendimento degli adulti solo attraverso una mera trasmissione di dati.
 
Proprio perché la formazione esperienziale non costituisce un momento ludico basato su attività suggestive e divertenti fine a se stesse, ma accompagna il partecipante all’interno di un percorso formativo concordato con l’azienda, la stessa attività può essere progettata e gestita in modo differente sulla base degli obiettivi che si intendono perseguire. Tali obiettivi, comuni e condivisi tra le aziende, riguardano la leadership, la comunicazione nonché la capacità di lavorare in squadra e di saper affrontare il cambiamento. Per la sua valenza metaforica la progettazione di un intervento di formazione esperienziale richiede alcuni passaggi metodologici di natura riflessiva altamente delicati ed importanti. I momenti di debriefing, che si svolgono dopo ogni singola attività,costituiscono una opportunità di riflessione logico-emotiva di quanto accaduto attraverso lo scambio di feedback e discussione tra i partecipanti. Questo costituisce anche il momento per riuscire a traslare le metafore soggiacenti all’interno della quotidianità lavorativa ed il proprio ruolo professionale.
 
Il trasferimento dell’esperienza nelle proprio realtà lavorativa costituisce la costruzione di un ponte tra la metafora esperienziale e la realtà organizzativa, un momento di autovalutazione da parte di partecipanti che genera nuova energia e linfa produttiva nonché nuovi elementi di motivazione.